

Molte aziende fanno più di quanto comunicano. I processi virtuosi ci sono, le filiere sono tracciabili, i dati ambientali vengono misurati. Quello che manca è il racconto: la struttura narrativa capace di trasformare un impegno reale in comunicazione comprensibile, credibile, memorabile.
Dal 2006 lavoriamo su questo: trasformare fatti documentati in storie che informano e convincono. Campagne consumer, piattaforme editoriali, contenuti di filiera, comunicazione interna. Senza aggiungere promesse che i brand non possono mantenere.
Non è un claim. Usiamo carta FSC per tutti i materiali stampati che produciamo. Scegliamo fornitori che condividono gli stessi criteri. La coerenza tra ciò che diciamo ai nostri clienti e ciò che facciamo è la condizione da cui partiamo — non il punto di arrivo.




È proprio lì che il lavoro diventa più interessante. Le aziende in settori ad alto impatto hanno spesso più da dire di quelle in settori ‘naturalmente’ sostenibili, proprio perché hanno dovuto fare di più per ridurre quell’impatto. Abbiamo lavorato con Tetra Pak (packaging industriale) e con CMB, una delle principali cooperative di costruzioni italiane. In entrambi i casi il punto di partenza erano processi reali e dati misurabili. La credibilità non dipende dal settore: dipende dalla coerenza tra fatti e racconto.
Spesso sì, e lo consigliamo. Il nostro ruolo è la comunicazione: sappiamo trasformare dati e pratiche in narrazione efficace. Il ruolo del consulente ESG è misurare, strutturare e certificare quei dati secondo gli standard riconosciuti. Le due competenze sono complementari, non sovrapponibili. Se un cliente non ha ancora un consulente ESG di riferimento, possiamo indicare professionisti con cui abbiamo già collaborato.
È la comunicazione che racconta l’origine e il percorso di un prodotto — chi lo coltiva, come viene lavorato, quale impatto ha sul territorio e sull’ambiente. Non è una moda: è la risposta a una domanda reale dei consumatori, particolarmente rilevante nella GDO e nell’alimentare. Abbiamo progettato piattaforme editoriali su questo tema per Coop Alleanza 3.0 (Territori.Coop) e campagne di posizionamento per Sgambaro. In entrambi i casi il contenuto era costruito su dati e testimonianze dirette dei produttori — non su testi generici.
Dipende dall’ampiezza del lavoro. Un progetto standard segue cinque fasi: audit degli asset, strategia narrativa, concept creativo, produzione, distribuzione e misura. Per una campagna consumer con materiali definiti i tempi vanno da 6 a 10 settimane dalla firma del brief. Per una piattaforma editoriale continuativa il set-up iniziale richiede 8-12 settimane, poi il lavoro diventa ricorrente con cadenze mensili o bimestrali. Il primo passo è sempre un incontro di brief — senza impegno — in cui capiamo cosa c’è davvero da comunicare.
Sì, in modo selettivo e dichiarato. Utilizziamo workflow AI-aided per alcune fasi della produzione — ricerca, prima stesura, elaborazione dati — ma ogni contenuto finale passa attraverso la revisione e la direzione creativa del team. La qualità narrativa e la responsabilità editoriale rimangono in capo a noi: l’AI accelera alcune fasi, non sostituisce il giudizio.